{"id":16,"date":"2008-04-19T19:29:05","date_gmt":"2008-04-19T18:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/2008\/04\/19\/un-cammeo-per-la-maestra\/16"},"modified":"2025-05-10T19:17:59","modified_gmt":"2025-05-10T18:17:59","slug":"un-cammeo-per-la-maestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/2008\/04\/19\/un-cammeo-per-la-maestra\/16","title":{"rendered":"Un cammeo per la maestra"},"content":{"rendered":"<b>Scrivendo il racconto: <\/b><b><a href=\"http:\/\/www.lulu.com\/product\/a-copertina-morbida\/strettamente-personale\/1961868\">&#8220;La voce nel tempo&#8221;,<\/a><\/b><b> mi \u00e8 venuto naturale far vestire i panni della maestra alla Signora Majellaro Pia. Donna dolcissima che negli anni cinquanta, fino al termine delle elementari ha insegnato, seguito e amato le bambine della 2\u00b0 A. Pensando a lei, avevo scritto pagine su pagine, e quando le ho rilette ho pensato a quello che ci spiegava: &#8220;Mentre scrivete non dilungatevi troppo, ma non scrivetemi nemmeno l&#8217;elenco della spesa, rileggete spesso il titolo del tema e&#8230; per piacere sforzatevi di trovare dei verbi che non siano solo: dire e fare.<\/b>\n\nA cinquant&#8217;anni di distanza, evidentemente <b>suggestionata da quello che stavo rileggendo,<\/b> i suoi suggerimenti mi hanno <b>costretta a ridimensionare quello che avevo gi\u00e0 scritto su di lei.<\/b> Il soggetto del tema era: &#8220;la bambina che sentiva una voce&#8221; e la sua maestra non poteva occupare cos\u00ec tante pagine.\n\nPresentando il mio primo libro: <a href=\"http:\/\/www.lulu.com\/product\/a-copertina-morbida\/la-quinta-barca-%C3%A8-magica\/1961916\">&#8220;La quinta barca \u00e8 Magica&#8221;<\/a> Una signora del pubblico mi <b>ha chiesto quale fosse stata la cosa pi\u00f9 difficile nello scrivere il libro.<\/b> Il silenzio che \u00e8 seguito credo abbia imbarazzato un po&#8217; tutti. La mia risposta sarebbe sembrava strana? ma era proprio cos\u00ec: la cosa pi\u00f9 difficile nello scrivere il libro <b>era stata cancellare,<\/b> cancellare frasi, periodi e pagine intere. Per il libro <a href=\"http:\/\/www.lulu.com\/product\/a-copertina-morbida\/strettamente-personale\/1961868\">&#8220;Strettamente personale&#8221; <\/a>non \u00e8 stato diverso, <b>cos\u00ec delle diverse pagine che parlavano della maestra<\/b>, dopo un lungo lavoro <b>ne \u00e8 rimasto un cammeo che spero le renda giustizia.<\/b> E se cos\u00ec non fosse vorrei aggiungere qui di seguito un breve ricordo.\n\nLa 2\u00b0 A , da quando \u00e8 arrivata lei non \u00e8 pi\u00f9 stata la stessa. Non so se allora, noi bambine ne fossimo consapevoli, <b>quello di cui eravamo certe era che la nostra nuova maestra fosse speciale.<\/b>Ventotto bambine che per lo pi\u00f9 abitavano in cascine e parlavano il dialetto milanese oppure erano immigrate del veneto o del meridione ma tutte in chiesa rispondevano in latino al sacerdote che celebrava la S. Messa. Non sapevano far di conto ma gi\u00e0 recitavano le tabelline a memoria. <b>Negli anni cinquanta<\/b> una scolaresca di bambine era a digiuno di quasi tutti i saperi e lei, la nostra maestra ha cominciato dalla pulizia delle nostre mani, unghie comprese: tutte le mattine controllava che fossero ben pulite. Questa era stata la prima lezione e come tutte le altre che seguirono furono di una leggerezza incredibile. <b>Mai che avesse alzato il tono della voce e tanto meno le mani su di noi (come usava allora). Mai che ci castigasse. Mai che ci facesse vivere i nostri errori con angoscia, anzi, formava dei gruppi di lavoro (diceva lei),<\/b> cos\u00ec c&#8217;era il gruppo di chi sbagliava le doppie, di chi ancora non aveva capito come funzionasse la gn di gnomo e la ghi e la ghe. Il gruppo che si esercitava con le maiuscole e quello molto numeroso che aveva grosse difficolt\u00e0 a capire quando la a fosse o non fosse voce del verbo avere. L&#8217; h era un rebus per molte di noi e lei&#8230; \u00e8 genialmente partita da quello che sapevamo: il dialetto, trasformando il: &#8220;Ta gh\u00e8 fam?&#8221; in &#8220;Tu hai fame? Tutte le volte che in dialetto incontravamo una &#8221; gh\u00e8&#8221; corrispondeva alla voce del verbo avere. <b>Partendo dal nostro dialetto ci ha portate all&#8217;italiano.<\/b> <b>E&#8217; stato lo stesso per la matematica,<\/b> non so se allora esistessero gli insiemi ma lei&#8230; <b>con giochi, e disegni ha trasformato l&#8217;astrazione della matematica in un fatto concreto e palpabile<\/b>. Aveva lottato per noi, con la direzione, per permetterci di scrivere con la penna a sfera nera anzich\u00e9 usare quel pennino che macchiava tutti i quaderni e ci era riuscita. Aveva lottato contro i pidocchi tenendoci costantemente sotto controllo. Aveva voluto andare a casa di tutte noi per conoscere personalmente i nostri genitori e l&#8217;ambiente dove vivevamo. Ha fatto di tutto, persino cambiato disposizione dei banchi che anzich\u00e9 presentarsi a file di due occupavano tutta l&#8217;aula con dei semicerchi. Sulla cattedra una panciuta caraffa di peltro sfoggiava giornalmente fiori di campo che noi bambine raccoglievamo per lei. In quell&#8217;aula cos\u00ec accogliente, cos\u00ec a misura di bambine <b>le sue lezioni erano una continua scoperta, tutto appariva fantastico<\/b>, persino quegli schifosi bruchi che sistemati su di un banco tenuto isolato mangiavano le foglie di gelso diventavano interessanti perch\u00e9 poi avrebbero prodotti il filo di seta! <b>Ci ha insegnato a ripiegare la carta in modo da ottenere un bicchiere perfettamente a tenuta perch\u00e9 spiegava: &#8220;Ognuna di voi deve bere dal proprio bicchiere.<\/b> L&#8217;igiene, lo avevamo capito subito era un suo punto fermo e forse ne avevamo bisogno! Nei successivi anni passati <b>con lei abbiamo festeggiato nel 1961 i cento anni dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia<\/b>, esplorato <b>il cinquecento<\/b>, <b>piantato alberi nel cortile della scuola<\/b>, marciato in palestra per sopperire al riscaldamento che non funzionava. <b>Ricordi, tanti ricordi<\/b> che ancora oggi mi sorprendono magari in bagno, quando il tappo del dentifricio mi sfugge di mano e&#8230; risento il suo consiglio: &#8221; Non correte dietro al tappo cercando di prenderlo prima che finisca nel buco del lavandino, ma piuttosto tappate subito il buco con la mano. Oppure prendendo in mano un libro, <b>quella frase:&#8221;Leggete bambine, leggete, sar\u00e0 la vostra salvezza&#8221;<\/b>. Come aveva ragione. Con i libri ho viaggiato, ho sognato, ho pianto, gioito&#8230; una fonte inesauribile!\n\nLa nostra maestra&#8230; penso che un po&#8217; tutte noi ne fossimo innamorate era: bella, brava, e ci voleva bene. Tutte noi bambine la vedevamo cos\u00ec. <b>Oggi ho cinquantotto anni e lei per me non \u00e8 mai cambiata. Grazie Signora Majellaro Pia, le voglio bene.<\/b>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Scrivendo il racconto: &#8220;La voce nel tempo&#8221;, mi \u00e8 venuto naturale far vestire i panni della maestra alla Signora Majellaro Pia. Donna dolcissima che negli anni cinquanta, fino al termine delle elementari ha insegnato, seguito e amato le bambine della 2\u00b0 A. Pensando a lei, avevo scritto pagine su pagine, e quando le ho rilette <a href=\"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/2008\/04\/19\/un-cammeo-per-la-maestra\/16\" class=\"more-link\">&#8230;continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Un cammeo per la maestra&#8221;<\/span><\/a>","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[555],"tags":[133,142,132,138,135,73,136,140,134,141,137,139],"class_list":["post-16","post","type-post","status-publish","format-standard","category-maestre","tag-bambine","tag-bene","tag-cammeo","tag-dialetto","tag-igiene","tag-leggere","tag-leggerezza","tag-maestra","tag-ricordi","tag-salvezza","tag-scoperta","tag-speciale","h-entry","hentry","h-as-article"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9ENO6-g","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2039,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16\/revisions\/2039"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mascialeoni.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}