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Impressioni di una serata a  Piskokefalo

È scivolata via la serata di venerdì. Non ho registrato il nome del fotografo greco che esponeva i suoi lavori nel salottino di casa sua. Ho guardato l’emozionante bianco e nero, le ombre, le persone e anche immagini da tutto il mondo, viste e fotografate da un’artista sensibile ed abile nel coglierne l’essenza.Siamo stati invitati …continua a leggere “Impressioni di una serata a  Piskokefalo”

È scivolata via la serata di venerdì. Non ho registrato il nome del fotografo greco che esponeva i suoi lavori nel salottino di casa sua. Ho guardato l’emozionante bianco e nero, le ombre, le persone e anche immagini da tutto il mondo, viste e fotografate da un’artista sensibile ed abile nel coglierne l’essenza.
Siamo stati invitati da Emma. Anche i suoi quadri sono su un’altra parete dello stesso salotto: una sinfonia di azzurri, un movimento dolce ed elegante che si riverbera nell’acqua, nuotatrici che sembrano ballerine, mare che sembra fargli da partner.
È scivola via la serata di venerdì, e dopo qualche giorno le immagini sono riemerse: i due  ballerini di tango, soli, sulla pista da ballo rotonda, le nuotatrici di Emma, avvolte dall’acqua in movimento.
Scrivere o descrivere gli eventi appena accaduti, quando si è ancora caldi di emozioni ed immagini richiede una via da seguire,  un certo ordine e poi tutto scorre libero fino a sfociare al finale. Questa volta però è stata necessaria una pila immaginaria per riaccendere la luce nel giardino del fotografo. Per rivedere le lucine appese sotto il pergolato, per riammirare le pareti dipinte con colori vivaci, racchiusi in forme geometriche di varie misure, come fossero un quadro di Mirò. Rivedere il salottino della mostra con al centro il tavolo imbandito per un rinfresco agli ospiti. Rivedere persone in movimento: da un giardino con la palma, all’altro giardino, sull’ingresso principale della casa, passando dalla cucina e da un’altro salotto con divano dove si sorseggia vino rose. Fra una stanza e l’altra: qualche gradinno, qualche tappeto e muretto in pietra. Un’atmosfera minimalista e sobria.
Una lente d’ingrandimento è stata necessaria per meglio ricordare gli ospiti che con il loro vocio di sottofondo ricordano le loro varie nazionalità:  francesi, olandesi, italiani, greci. Emma si muove disinvolta fra tutti noi e fa le varie presentazioni fra chi ancora non è del gruppo. Chi siede con un bicchiere in mano, chi fa chiacchiere in piedi, chi cerca di familiarizzare con gli altri.
Sul tardi, In giardino, dove ci ritroviamo tutti per ascoltare musica fa fresco, il verde delle piante fa il suo dovere, la vegetazione in terra è rigogliosa e lucida, i vasetti nel porta vasi  appeso alla parete sputano timidi.
Silenzio, si accorda la chitarra e la musica ha inizio, c’è anche chi canta, sono entrambi greci e fanno onore alle tradizioni del loro paese sfoggiando il meglio del loro repertorio. Sono bravi, suonano e cantano con passione e con piacere, un piacere che è passato a chi li ascoltava.
Non ricordo tutto di questa  serata, ho  molte impressioni e i particolari di alcuni ospiti, di alcune fotografie, dei quadri di Emma, della casa e dei due cortili, e tutto ciò ha contribuito ha lasciare il ricordo di una bella serata.

PS.Il fotografo francese si chiama Hugo Seydoux

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