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Seconda parte.

È la situazione,  che ci è scappata di mano. Era cominciato tutto puntuale, anche se, già alle 20:15 circa, delle esplosioni di risate ci hanno indotto ad uscire dalle barche. Gli uomini vestiti da donne e viceversa. Devo dire che gli uomini erano  decisamente più pittoreschi e ridicoloi: con tette finte, lunghi spacchi nelle gonne, ampi cappelli  e rossetti sgargianti. Hanno dato il massimo anche durante la mini sfilata di ogni coppia, con ancheggiamenti, lanci di baci e sventolii di ventagli. C’è voluto parecchio tempo per le foto di rito e i video delle sfilate. Non finivano mai, in più alcuni alle 21:30 reclamavano già la pizza che Anna aveva ordinato per quell’ora. L’orario era poi slittato alle 22 per esigenze del pizzaiolo. La musica incombe, il buio avanza, i balli sono scarsi anche se si è aggiunta la solita Inglesina. Ma, in quanti si sono aggiunti? Dovevamo essere in 12, ma qua abbiamo passato la ventina. Anna è sconsolata, non può proseguire con i giochi, anche se ci prova. Le pizze, sono rimandate di nuovo alle 23. Alcuni non vogliono aspettare, altri preferiscono un pitaghiros veloce, altri ancora propongono di cambiarsi, struccarsi ed andare fuori a cena. Intanto Anna comincia a riempire dei bicchierini di cui noi dobbiamo indovinare il contenuto e poi scriverlo su di un biglietto. Ma siamo in troppi, la festa ci sta scivolando dalle mani. La pizza, ordinata bisognerà  andarla a prendere e sarà pronta solo alle 23:45. 

Anna che nel pomeriggio ha preparato da sola  una decina di piatti, colmi di stuzzichini, di cui avremmo dovuto indovinare gli ingredienti, si arrende all’evidenza. La serata ci è scappata di mano. Poggia tutti i piatti sul tavolo e gli stuzzichini vengono presi d’assalto. Ci manca solo che si uniscana anche chi passeggia sul molo. Si formano gruppi fra di noi. Cosa si fa? Dove si va a mangiare? Chi va con chi?  e chi resta?  Ci divideremo in due gruppi: quelli che con Anna aspetteranno la pizza e gli altri che andranno al ristorante. Chi resta sembra contento, e anche chi se ne va! 

Ma da dove è sbucata tutta questa gente? Chi l’ha invitata? Scopriremo che i responsabili saranno più di uno.E Anna? Anna, poveretta: ha portato avanti il servizio fotografico, ci ha filmato tutti durante la sfilata, i suoi giochini cominciati e intertotti, gli stuzzichini divorati senza nessun ritegno, solo in pochi si sono presi la briga di indovinarne gli ingredienti. Sempre Anna andrà  a prendere le pizze. Eppure si rammarica di non aver potuto fare le premiazioni per la coppia più bella. Anna, Anna, ci è scappata di mano la situazione. La prossima festa:  a numero chiuso! Ma per il momento stiamo tranquilli.

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Martedì 19 agosto 2025. Direttamente dal molo di Orei

Prima parte

I greci partono mercoledì,  e hanno chiesto ad Anna  di organizzare per questa sera “Qualcosa di bello”. E Lei,  si è scatenata. 

Il gruppo si è allargato per l’arrivo in banchina di vecchie conoscenze. Si sono aggiunti: altri spagnoli, italiani e francesi, e poi si vedrà. Il totale si stabilirà prima di ordinare le pizze. Le  mangeremo qui, sul muretto del molo di Orei. Prima però… ci sarà una sfilata di moda delle coppie: Lui, vestito da Lei, e Lei vestita da Lui, obbligo di trucco per entrambi.

Per complicare le cose Lui avrà il proprio nome al femminile e Lei lo porterà al maschile. Motivo per cui io scriverò solo le nazionalità delle coppie e non i nomi dei singoli (troppa confusione: sudafricani, francesi, ungheresi, spagnoli, italiani, greci).

Un primo appuntamento ristretto c’è stato già ieri sera, nel quale si sono proposte e decise alcune cose. Un secondo appuntamento questa mattina alle 10-30 sul molo, con tutti, per stabilire i particolari. L’ideatrice dei vari giochi e regista indiscussa:  Anna. Che ha creato il gruppo, ci convoca e tiene  aggiornati con messaggi sul telefonino, molto variopinti: bandiere, spicchi di pizza, rossetti, abiti femminili, baffoni, cestelli di ghiaccio e coppe. Si, ci saranno anche premi e penalizzazioni (niente pizza) per chi non si truccherà. Riceveremo sempre i vari messaggi in tutte le lingue, ogni testo evidenziati dalla bandiera di appartenenza.

Come sempre c’è fermento sul molo. Le feste si cominciano a viverle prima che inizino. Quando si preparano e già si ride,  quando ci si incontra e si fanno allusioni sugli abiti. E l’immaginazione e la fantasia iniziano a galoppare.

Non so cosa stia succedendo sulle altre barche ma da noi abbiamo cominciato subito a vedere se Enrica entrasse in un  mio vestito, se la collana passasse dal suo collo e… il rossetto lo abbiamo rimandato a questa sera. Io, Lello, confezionerò una scatola, da sfoggiare durante la sfilata, (nascosta sotto la camicia), avrà, molto evidenziata,  una scritta: ” PACCO”. Per il trucco: basette e baffi, si rimanda a questa sera. 

Le aspettative per la  serata sono tante, i protagonisti sono gasati, i giochi previsti fantasiosi, e il pubblico non mancherà. La sera, il molo,  è meta di passeggiata per i molti villeggianti, che ormai sono abituati alle nostre stravaganze: cene multietniche, danze e musica,  giochi di prestigio. A volte entrano nel gruppo e partecipano festosi: come le due inglesine  dell’altra sera che, ballando,  hanno dato sfoggio della loro bravura ed hanno abbassato la media dell’età dei partecipanti. Altri si fermano incuriositi a guardare per scoprire i trucchi dei prestigiatori improvvisati. Difficile  passare, e non notarci, il nostro gruppo è ben assortito e dinamico.

Con la fantasia sono già a questa sera, quando,  entrando a pieno nel personaggio del maschio prototipo  più becero,  inviterò la Mia timida  Enrichetta a questa festa. E, prendendola sotto braccio la rassicurerò: “Ci sarà il tuo Lello a proteggerti”. Ma… non so se andrà così. Vedremo.  A domani il seguito.

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Sono le dieci del mattino, io in pigiama mezza addormentata, e lei appare sulla poppa di Felicità: radiosa e bellissima. Indossa un abito bianco con decorazioni azzurre. I suoi occhi, che oggi sono truccati sono dello stesso colore. È un bell’azzurro chiaro,  ereditato dai suoi avi normanni. Ma non è la bellezza del colore che colpisce. Bensì quello che esprimono: vivacità e soddisfazione. Ci racconta come sia riuscita a prenotare un tavolo per questa sera al Zaxapakhe, il suo sorriso è ampio e soddisfatto. Scendo sul molo, le faccio gli auguri, ci abbracciamo e baciamo. L’impronta del suo rossetto rimane stampata sulle mie guance. Nessuno ci sperava più nel ristorante, eravamo pronti alla pizzata. È stata la sua simpatia e la sua strategia di inviare al ristoratore le fotografie del ristorante,  scattate la volta precedente, e tanti altri particolari e dettagli che hanno fatto si che saltasse fuori un tavolo libero, prenotato a nome: “nessun nome”, dice il ristoratore al cameriere, ” scrivi Sudafrica”. Lei prosegue il giro per avvisare gli altri, io rientro in barca che è un vero disastro: i piatti di ieri sera, ancora nel lavello, da lavare, più  quelli della colazione, i letti ancora da disfare e rifare, la dinette da riordinare e poi è urgente una doccia per me. Per le 12 è tutto perfettamente in ordine ma arriva Enrico che mi consegna la borsa coi pesci che ha comprato. Ricomincio da capo: pulisco i pesci, li cuocio in parte, lavo il tegame, il lavello, metto in frigo e sono pronta per andare a ritirare il pane e comprare un biglietto di auguri per Anna, da unire al regalo. Incrocio di nuovo Anna che mi racconta dei moltissimi auguri ricevuti, della colazione consumata al bar con Clive. Insomma è in piena festa e se la sta godendo tutta. All’una e mezza siamo pronti per andare a fare il bagno ma c’è parecchio vento e ho corso tutta mattina, sono già stanca! Mentre ci riposiamo in pozzetto arrivano: il greco, con moglie bulgara e figlia che vorrebbero vedere la barca (che è sempre in vendita), lui l’ha già vista, gli è piaciuta, ora è ritornato con la famiglia. Loro hanno una barca in legno,  più piccola, perciò, vedendo la nostra sono rimasti entusiasti. Gli piacerebbe acquistarla, ma fra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Quando scendono dalla barca sono passate le  due, ci sediamo di nuovo in pozzetto all’ombra, il vento è calato e di conseguenza è aumentata la temperatura. È urgente un bagno con nuotata, niente ginnastica in acqua perché ieri sera ho camminato troppo e oggi l’anca si fa sentire. Nel pomeriggio, dopo aver risistemato la cucina, per la terza volta,  devo solo fare il giro degli amici per fargli firmare il biglietto di auguri per Anna. Sono le otto di sera, sta calando il sole dietro la collina che è bordata di rosso, mentre cielo  e mare sembrano pennellati, di rosso. Il nostro gruppo si  confonde, sul molo,  con il passeggiare di tutti gli altri, ma poi ci stringiamo e per una foto ricordo che scatterà Clive. Infilarsi in nove,  in due macchine, i cui sedili posteriori sono in parte occupati, non è stato facile, ma ci riusciamo.  Su in collina il nostro tavolo ci aspetta apparecchiato, ci accomodiamo, e in un momento in cui Anna si assentata, sistemo al posto del suo piatto, il sacchetto con il regalo. La sorpresa da parte sua è autentica, dice che: “non dovevamo… non era il caso” e intanto: scarta, legge il biglietto, la sua espressione è  di sorpresa, la borsa da spiaggia le piace e le serviva, al suo interno ne troverà un’altra, più piccola e stagna: per telefono e portafoglio. Ringrazia commossa tutti,  ma poi vuole sapere ” Ma chi l’ha scelta?”. (E scrivendo sento ancora la sua voce: squillante e precisa, curiosa, e solare).   “I tre uomini, ieri sera, ti ricordi che erano spariti?” Di nuovo sorpresa,  “Ahhhh ecco dove erano! ”  dopodiché li ha lodati e ha voluto  baciarli. È  l’unica in piedi attorno alla tavolata, poi, molto commossa,  ci ha baciato tutti. La cena prosegue, siamo ora, una tavolata come le altre: una bella compagnia che mangia e si diverte. La nostra forse è più rumorosa e multietnica. Ma non è finita qui, per le candeline e la torta, faremo tardi in porto, sulle gradinate delle ancore, non mancheranno, naturalmente, gli auguri cantati. È stata una bella serata che penso, ricorderemo tutti con piacere. Buon compleanno Anna.

Li guardavo allontanarsi di spalle, in tre, affiancati: uno spagnolo, un greco e un italiano, potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta e invece era una cosa seria, tanto che hanno voluto andarci da soli, senza le mogli che, secondo loro, avrebbero complicato le cose. Sono quasi le 8 di sera e loro, avviandosi verso il parcheggio, contano di raggiungere in macchina la città di Istiaia, per cercare, ed acquistare un regalo per Anna. Domani, mercoledì 13- agosto è il suo compleanno. Continuo la mia camminata serale e visto che le cose andranno per le lunghe, mi addentro in una via laterale al mare, a quest’ora completamente in ombra. Quando rientro in porto Anna è davanti alla barca del greco e sta parlando in inglese col la moglie bulgara. Ha un’espressione sconsolata e gesticolando col telefono in mano mi informa: ” Sai cosa c’è? Ho telefonato al ristorante per prenotare per domani e mi hanno risposto che è tutto pieno fino a lunedì”. Non ci posso credere, domani è mercoledì, mica ferragosto o sabato… Anna prosegue: “Ho richiamato per sapere se avessi capito male”. E… ha capito bene, niente prenotazioni fino a lunedì. Siamo sconsolate anche perché il ristorante Zaxapakhe era il punto forte della serata. Lì ci avevamo passate altre belle serate con amici, con buon cibo e al fresco in collina. Nessuno aveva immaginato per la festa di compleanno di Anna, un posto diverso da quello. Anna, chiede dove siano gli uomini, per metterli al corrente e condividere anche con loro le future scelte. “Ma… non so… non sappiamo”. Consegna del silenzio, non si rovinano le sorprese. Siamo ora sedute, io e lei  su di una panchina, il sole è calato, molta gente già cammina sul molo davanti a noi. Anna non demorde, col telefono in mano scomoda anche l’intelligenza artificiale per trovare, in zona, un altro ristorante alla stessa altezza dello Zaxapakhe. Le dita corrono velocissime sulla tastiera, i suoi occhi frugano curiosi fra menù e immagini. Non si capacità che ci siano così poche foto per valutare un ristorante. Io, che le  sono affianco non so come aiutarla, e per sdrammatizzare le dico: “Ma se anche ci fossero più  foto, non ti servirebbero, qui in Grecia puoi fare anche a meno del menù, tanto… servono tutti, sempre,  gli stessi piatti”. Anna non manca di chiedere più volte: “Ma quei tre dove sono andati.?” Silenzio. Vorrebbe decidere con tutti noi dove sarà meglio organizzare la serata di domani. Si fa tardi, ci ritiriamo ognuna sulla propria barca. Finalmente alle 21:30 rientrano gli uomini. Quando informo Enrico del ristorante pieno fino a lunedì ci resta male anche lui. “E il regalo?” Domando, mi spiega tutto, ma resto curiosa come una scimmia perché  il regalo è sigillato in un elegante sacchetto di carta. Finalmente possiamo cenare. Poi, bisogna che passiamo da Anna. Lei ha già risolto. È davanti alla nostra barca col marito sudafricano e il greco. “Andiamo dallo Spagnolo a dirgli che domani sera compriamo le pizze e le mangiamo qui sulle gradinate del monumento con le ancore. “Dorme!” “Chi?” “Lo spagnolo”. Lei,  non lo sa ma noi si. Perché il greco aveva proposto di andare da Anna dopo mezzanotte a cantargli gli auguri e consegnarli il regalo. Un’idea geniale. La cosa non ha avuto seguito perché lo spagnolo va a letto presto. Peccato, sarebbe stato bello. Ci avviamo in gruppo: il greco con la moglie bulgara, Clive, marito sudafricano di  Anna di origini siciliane  e noi due italiani. Davanti alla pasticceria, ognuno di noi con un dolcetto in mano cominciamo a parlare, in inglese, greco, italiano, è tutto molto concitato e inverosimile: il greco racconta una barzelletta in italiano, Clive, gesticola con le mani e la signora bulgara ride e spiega in inglese che quel gesto è chiaro anche per i bulgari. Ad Anna spieghiamo…. non si può scrivere cosa spieghiamo! Insomma un capannello di persone che stanno passando una bella serata. È tardissimo, il taratazum è già cominciato da un po’, sembra più moderato. Forse si dormirà. E saremo pronti e pimpanti per il compleanno di Anna.

Orei porto, lunedì 4 agosto 2025
È un rumore familiare quello che mi sveglia questa mattina sul presto, ma non è il solito vento o il clagore metallico delle catene di ancore che vengono issatte, e nemmeno fuoribordo in accelerata, eppure lo conosco, mi ci vuole un po’ per identificarlo e poi capisco perché, è un rumore fuori luogo, un rumore che non ha niente a che vedere con il porto. È una taglia erba. Nel boschetto, dietro la spiaggia, una squadra di giardinieri taglia l’erba, la rastrella, la raccoglie, e poi passa con il soffiatore. Rumori e polvere arrivano fino in banchina. È da poco iniziata la giornata e lo scampanio sovrasta tutta la zona, con voce squillante e precisa ricorda il tempo che passa. La vita, con i suoi rumori riprende lentamente anche sul molo, dove, un grande camion deve raggiungere verso il fondo il peschereccio, che di ritorno dalla pesca notturna è pronto per scaricare tutto il pescato nelle sue celle frigorifere; procede lentamente in retromarcia sullo stretto molo in cemento ma, il suono di allarme della sua retromarcia è forte e chiaro, l’autista non stacca gli occhi dallo specchietto e intanto al suo passaggio, i gas di scarico, spinti dal vento entrano in cabina confondendosi col profumo di caffè. Il ritorno invece è così veloce che quasi non ce ne accorgiamo se non fosse per il rumore del motore. Arriva un Pick-up e ne scende un uomo che indosserà la tuta e le bombole da sommozzatore, il nostro vicino di barca ha dei problemi! E saranno rumori inediti che per qualche ora ci gireranno attorno con un sub che sale e scende dal mare. Quando passiamo davanti al boschetto è ben delineata la zona che i giardinieri hanno ripulito ma di loro nessuna traccia, fa troppo caldo ora per lavorare, evidentemente finiranno domani, perché di prato da ripulire c’è n’è ancora molto. In compenso sono arrivati moltissimi tavolini e sedie che vengono distribuite prima del pontile. È prevista una enorme grigliata per festeggiare il Patrono di Orei. Tavoli e sedie arrivano davanti alla gradinata che accoglie le grandi ancore con enormi catene che durante l’ultima guerra hanno impedito alle navi nemiche di entrare in porto. Ma… vicino alle ancore e alle catene, c’è altro spazio libero che oggi: Martedì 5 agosto è invaso da enormi casse acustiche, batteria e altri strumenti musicali. Nel pomeriggio ci saranno le prove che iniziano sempre laconicamente con: pronto, pronto prova, ena dio trio ( 1-2-3). Stanno ancora sistemando quando alle 20 arrivano anche le grandi griglie, con sacchi di carbonella, sono piazzate nel boschetto, quello pulito dai giardinieri ieri mattina. Alle 20 suonano le campane ed è una bella lotta capire chi vincerà: lo scampanio o una moltitudine di passeri cinguettanti che hanno preso d’assalto un pino marittimo qui nelle vicinanze, fanno un baccano festoso. Perderanno entrambi, quando dalle 23 fino alle 5 del mattino, i decibel saranno tali da farti tremare il cuore. La musica è quella tradizionale greca e i (sagapo’) ( amore) si sprecheranno. Non sono riuscita a percepirla come musica, è stato un ulteriore rumore: fortissimo, troppo forte per essere apprezzato. Mercoledi 6, si balla davanti alla chiesetta, il sole è calato finalmente, altre sedie sono state disposte per accogliere il pubblico, non mancheremo di andarci, oltre la musica tradizionale e i balli, sono molto belli anche i costumi dei vari gruppi: un tripudio di colori, plissettature, foular e pompon anche per i ballerini. Ieri sera erano ospiti un gruppo rumeno: bravi e belli anche loro nei costumi tradizionali. Si distinguevano dai vari gruppi greci per il pallore delle loro ballerine e ballerini, i gruppi greci erano già abbronzati! Una bella serata, piena di musica e folclore. Si va a nanna presto questa sera, abbiamo una nottata di arretrato, ma… il TARATAZUM TARATAZUM TARATAZUM dei locali vicino al porto proseguirà imperterrito fino alle 2 del mattino. Quest’anno i rumori sono troppo vibranti!

Sono talmente tante le cose cambiate in questi ultimi mesi che non saprei da che parte cominciare, alcune dipese da noi, altre dalle circostanze altre ancora non previste. E, come se dovessi giustificarmi nel dire e nel non dire, dovrei metterci anche il mio male di schiena. È cominciato tutto lì: a metà maggio in cantiere a Limni, sull’isola Eubea, sono rimasta bloccata con la schiena e di prendere il largo con la barca non se ne parla nemmeno. Cosa facciamo? Avevamo già una mezza idea di visitare Creta per trovarci un piccolo appartamento in affitto dove passare ulteriormente qualche mese d’inverno, un viaggio previsto per fine ferie in settembre. A Creta il clima è temperato, non troppo caldo d’estate, non troppo freddo d’inverno. Enrico per parecchio tempo, questo inverno si è documentato sul clima, sulle città e i servizi e anche sulla disponibilità di case che man mano mi faceva vedere. Mercoledì
21-5 anziché navigare, prendiamo la macchina e partiamo. Nel bagagliaio la borsa da viaggio per la nave, piu’ il cambio per qualche giorno e un materassino. Da Limni raggiungiamo il Pireo ad Atene e alle 21 ci imbarchiamo per Creta, diretti al porto di Heraklion dove alle 7 del mattino del giorno dopo sbarchiamo e ci dirigiamo verso Sitia. Da quei giorni è già passato un po’ di tempo ma sono ancora molto chiare le varie fermate lungo la strada per alleviare il mal di schiena, sdraiandomi in posti riparati all’ombra sul materassino. Con Stefano ( il mio amico fisioterapista) avevamo concordato per telefono quali esercizi fosse meglio fare. A Sitia, alle 11 avevamo già fissato un appuntamento con Vaya, la dipendente dell’agenzia immobiliare. Una casa in affitto per un paio di mesi in inverno? Più il viaggio, soldi buttati, meglio comprarla. Così, deciso al volo. Abbiamo esposto le nostre esigenze a Vaya che ci ha accompagnato a visitare case, ma già lo stesso giorno: giovedì 22 ne abbiamo identificato una che corrispondeva alle nostre esigenze: casa indipendente, tutta su di un piano, piccola ma con due camere, lontana dal centro ma che potesse raggiungere il mare facilmente. Però… è da ristrutturare. Va bene lo stesso. Venerdì e sabato guardiamo altre case. Domenica riposo. Lunedì 26 uffici governativi per autentificare i passaporti e commercialista che ci ha fornito un codice necessario in Grecia per acquistare casa e poi dall’ avvocato che parla italiano e ci seguirà nelle pratiche. Martedi di nuovo alla casa per accordarci con l’impresa per un preventivo per i lavori da fare. Per tutti questi contatti, uffici e appuntamenti eravamo seguiti da Vaia che abbiamo ribattezzato “la nostra badante”. Martedì sera riprendiamo la nave che ci porta ad Atene e da lì Mercoledì 28-5 saremo di nuovo in cantiere a Limni sull’isola Eubea. Possiamo mettere la barca in acqua e il 13-5-2025 mentre siamo in navigazione verso Orei arriva l’e- mail dell’avvocato, con il compromesso da firmare, in greco e in italiano. Arrivati ad Orei leggiamo, firmiamo dopo aver fatto delle fotocopie. Adesso aspettiamo la data del rogito. E Felicità? Con tutto quel che ci sarà da fare per la casa, come minimo per due anni non potremo usarla e… nel frattempo saremo più vecchi. Per cui… Vendiamo il nostro Ferretti Altura “Felicità”, ci dispiace tantissimo ma l’abbiamo già inserita nel sito Band of Boats. Nel quale chi fosse interessato può trovare foto e informazioni dettagliate selezionando Ferretti Altura.

Platania porto, lunedì 23-6-2025
È girato il vento, si è messo a meltemi, in cabina si è abbassata la temperatura di cinque gradi, e già ieri sera, primo giorno di estate avevo il golf sulle spalle. Durante la mattinata il porto si è svuotato, qui vicine ci sono le Sporadi molto gettonate dai charteristi che hanno solitamente solo una settimana di vacanze e non hanno tempo per cincischiare in porto. Oggi è domenica 22 e di solito da radio 24 ascolto una bella trasmissione dal titolo invitante ” Giardini nascosti”. Ma non è di giardini che parlano, le prime notizie che ascolto sono pessime: Gli USA hanno attaccato l’Iran, Donald Trump è soddisfatto del lavoro dei suoi guerrieri. Pazzesco. Dopo questa notizia non so come riprendere. La realtà è che sta arrivando un sacco di gente sul pontile, si dirige in testa al molo dove è arrivato un traghetto che li inghiottirà tutti per poi portarli in qualche bellissima spiaggia, in ritardo, ancora davanti alla nostra barca, una bella ragazza in bichini raggiungerà gli altri ballando a suon di musica che arriva a tutto volume dal traghetto, ancheggiando ed alzando le braccia, si vede che è felice e spensierata. Ma lo saprà lei, che Trump ha attaccato l’Iran? E per me che lo so, cosa è cambiato? E cosa cambierà? Noi siamo sempre gli ultimi a sapere o a credere di sapere, ma le conseguenze ci saranno eccome, anche per noi. Quello che non sappiamo è: come e quando.

Platania porto, sabato 21-6-2025
C’è una bella confusione questa mattina all’interno della nostra barca, mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettere tutto in ordine, a cominciare dal materassino incastrato fra tavolo e divanetto della dinette completamente sommerso da cuscini, asciugamani ed altro. Una zona libera ci vuole per poter fare colazione. Fuori il sole splende e il vento è ancora forte. Delle barche ormeggiate in porto solo una ha mollato gli ormeggi, le altre se ne guardano bene (troppo vento) e per giunta sempre da sud ovest, uno scirocco fastidioso. Enrico durante la notte, seduto al posto di guida si è accorto che l’alternatore non carica le batterie per cui, questa mattina chiede per telefono al nostro amico Flavio, che sappiamo essere pratico di questa zona, se conosce un elettricista. Non ne conosce ma martedì dovrà andare a Volos e si offre di darci un passaggio. Nel frattempo chiediamo qui in porto e dopo aver fotografato il pezzo e il libretto del motore, attraverso un interprete ci mettiamo in contatto con un elettricista che arriverà da noi lunedì pomeriggio. Patrizia e Giovanni, che ci precedono di qualche giorno nella navigazione, sono ora sull’isola di Skopelos nelle Sporadi, e anche per loro le previsioni non sono buone, si aspettano scirocco e anche se il loro porto è protetto da sud sanno già di una forte risacca che li farà ballare non poco. Ci telefona Franco (di Roma) anche lui già in Grecia nello Ionio, sull’isola di Meganisi: “Ma che fate col motore acceso tutta la notte?”. È carino Franco! Ci tiene sotto controllo attraverso la lettura quotidiana del mio blog. Si informa su come stiamo e sdrammatizza sull’alternatore: “In barca non c’è pace”. Sentiamo anche Margherita e Claudio che sono appena arrivati a Mentana. A Creta invece c’è Tommaso che ha avuto una bella navigazione tosta. Nessuno di noi naviganti si aspettava venti da sud e soprattutto nessuno si aspettava in maggio e giugno un meltemi così forte. Oliviero e Katy Wu, che sono nel cuore del caos, nelle Cicladi stanno addirittura tornando in cantiere, (fra una finestra e l’altra), non ne possono più. Noi staremo qui in zona, come fra l’altro deciso in precedenza. C’è una bella spiaggia vicina e anche un tombino con chiavetta per avere l’acqua dolce. Di fare nuotate per oggi, però, non ne abbiamo voglia. Nel pomeriggio perlustriamo la zona: due piccoli supermercati, tre ristoranti, un torrente che fa finta di entrare in mare e lungo il suo fianco una strada in ombra che ci attira molto perché alle 17 il sole è molto caldo. L’ombra è garantita per un bel pezzo da alberi di gelso frondosi e da alcuni rami raccogliamo i frutti maturi bianchi che sembrano lamponi, ma sono molto lunghi, dolcissimi e appiccicosissimi. L’aria è fresca e si cammina volentieri, ci infiliamo poi, più vicini al tronco di un grande gelso per raccogliere altri frutti e ci impantaniamo le suole delle scarpe nella fanghiglia dei frutti stramaturi già caduti a terra. Necessità una bella lavata di mani e… di suole di scarpe. Bella passeggiata, domani, magari ci torneremo.

Orei porto, venerdì 20-6-2025
Siamo arrivati ad Orei venerdì 13 e ripartiamo venerdì 20, sette giorni che sono volati, tra lunghe passeggiate e bagni, e quando il sole era troppo forte indaffarati in dinette a leggere o scrivere o a cercare di imparare inglese, mentre quando siamo nei negozi cerchiamo di imparare il greco, Enrico è bravo coi numeri, io un po’ più con le frasi di rito, di saluti e di cortesia, sono gentili i greci e quando capiscono che cerchiamo di imparare il greco sono molto disponibili. Prima di partire abbiamo fatto le solite cose: lavata la barca, fatto il pieno d’acqua nei serbatoi, e acquistato frutta e verdura. Questa volta abbiamo anche comprato una nuova bombola del gas, lasciando la nostra vuota e ritirandone un’altra piena. In questo primo mese di ferie non facendo ancora molto caldo ho cucinato abbastanza, quasi sempre pesce della pescheria, speriamo più in là di trovare dei porti con piccoli pescatori, più disponibili a vendere il loro pescato. Questa mattina siamo partiti sul tardi, il mare che sembrava olio e in assenza di vento per cui abbiamo navigato a motore per 15 miglia, direzione nord ovest per arrivare a Platania sulla costa sud del golfo di Volos. Partiti tardi, arrivati tardi, la giornata, anche se è prevista pioggia è splendida così, dopo l’ormeggio in porto, che era semi deserto, con la nostra borsa da spiaggia siamo andati a nuotare. Orari ormai tutti sballati, pranzo alle 15 con caffettino, riordino barca, riposino, insomma niente di che. Alle 18 però il cielo si fa nero, il vento soffia forte e le onde entrano in porto mettendo a dura prova le ancore di tutte le barche che a quest’ora hanno riempito il porto. Si rinforzano gli ormeggi e soprattutto si accendono i motori perché il vento e le onde spingono le barche al pontile rischiando di farcele sbattere contro. Dal pozzetto facciamo sparire tutto: cuscini, ciabatte, creme, cappelli, asciugamani, c’è un gran vento ma di pioggia nemmeno l’ombra, in compenso gli occhiali si sporcano di sale col mare che schizza da tutte le parti, chiudiamo la cappottina e tutti gli oblò in cabina Questo è un porto nuovo e ben protetto dal meltemi che da queste parti è un vento dominante ma oggi, il vento non viene da nord est, è un bel temporale che ci manderà a pallino la cena al ristorante e forse non dormiremo. Dopo due ore, come è arrivato così se ne è andato questo improvviso temporale senza pioggia. La cena è salva e al nostro rientro qualche goccia di pioggia ci fa correre verso la barca. Già la notte scorsa abbiamo dormito poco e male per cui alle 22,30 già siamo a letto e ci addormentiamo anche subito. Il risveglio improvviso annuncia di nuovo un forte vento, purtroppo ancora vento da sud ovest, di nuovo motore acceso, golf sopra il pigiama e ci prepariamo a un’altra notte insonne.Insomma, solo la cena si è salvata.

Orei porto, lunedì 16-6-2025
Orei è una nostra vecchia conoscenza essendoci passati l’anno scorso a fine agosto, prima di rientrare in cantiere. Sappiamo dove comprare il pesce, che pane acquistare, e quale supermarket abbia più smercio. Il paese vero e proprio è in collina, ma sul lungomare oltre ai ristoranti e caffè c’è tutto quel che occorre: dalla farmacia, alla cartoleria, dal macellaio alla lavanderia. Non mancheremo di tornare ad ammirare il Toro di Orei, ritrovato in spiaggia nel 1965, un’opera maestosa del IV secolo a.C. E poi c’ è la spiaggia, proprio oltre il molo, che si estende in un ampio semicerchio. La parte che va dal mare fino al giardino retrostante ieri è stata ripulita con mezzi meccanici ed ora è segnata da ampie corsie, camminandoci si affonda per quanto è stata resa soffice. Al limitare della zona sabbiosa con il giardino ci sono, ogni 50 metri, i contenitori per l’immondizia, le docce e le cabine per cambiarsi. È una spiaggia libera e ognuno pianta il suo ombrellone dove vuole. Altri preferiscono le panchine che nel giardino sono disposte all’ombra di grandi tamerici, pini marittimi ed eucalipti. Il giardino è a tratti punteggiato di colori: rosso, rosa e bianco degli oleandri, e per ultimi sono stati piantati fra i grandi alberi dei piccoli alberelli, non so come si chiamino, ma sono tenerissimi, di piccole dimensioni e sorretti da tutori, spiccano fra gli altri, per il loro fogliame verde chiaro, di una brillantezza pari alla loro tenera età. Il contrasto tra i vecchi tamerici con le cime un po’ giallastre e il verde salvia delle foglie degli eucalipti, già di loro con portamento cascante, da a questi piccoli alberi una patente da futuro promettente. Sotto gli alberi, il giardino è pieno di sterpaglie secche e solo camminando su corridoi di cemento è possibile raggiungere la strada o il porto. Che dire del mare, purtroppo non è splendente per i primi metri, ma andando a largo si ritrova l’azzurro e in fondo in fondo il blù è dominante. Ho più volte fotografato questa spiaggia, senza mai coglierne l’interezza, dalla strada per vederla attraverso il giardino, dalla fine del golfo, per scorgere, dopo gli scogli e il muretto del molo, gli alberi delle barche ormeggiate in porto. Ho provato a fotografarla al mattino con luce radente e alla sera quando un sole calante tingeva di rosso sia il mare che il cielo. In questa ultima foto, sulla battigia, in lontananza, un omino gioca con il suo cane. È una cartolina immaginaria quella che ricorderò della spiaggia di Orei, nella quale non mancherà nulla. Sul retro, indirizzata agli amici ci saranno saluti e baci e per renderla libera di viaggiare sarà affrancata dal francobollo con l’effigie del Toro di Orei.