martedì, gen 26, 2010
Ammetto di essere un’ammiratrice di Mirandolina: non solo donna affascinante e piena di femminilità ma anche capace locandiera e pratica calcolatrice. Goldoni la circonda di uomini che la desiderano e lei li sfugge ma… accetta di buon grado i loro regali. E per quell’uomo che dice di ignorarla tesserà una sottile ragnatela nella quale resterà invischiato. Donna libera e scaltra, anche in amore dimostrerà coerenza, scegliendo come sposo il fedele servitore.
La Locandiera è una brillante commedia comica in cui gli attori parlano sinceramente rivolti al pubblico ma sulla scena, fra di loro, fingono, fanno la commedia! Come accade nella vita vera! Ed è per questo che i personaggi di Goldoni appaiono così umanamente genuini.
Una commedia così la si risente sempre volentieri.
Il 12 gennaio, a Magenta presso il Teatro Lirico, la produzione Teatripossibili ne ha offerta una versione moderna. Un tripudio di plastica e colori: Mirandolina portava i pantaloni rossi molto attillati, il conte squattrinato sfoggiava una giacca verde pisello e… il macio che odiava le donne indossava un giubbotto nero. Moderno anche l’arredamento della locanda e le musiche. La regia di Corrado D’Elia mi ha subito conquistata. Ed anche la bravura di Mirandolina interpretata da Monica Faggiani e di tutti gli altri attori: Edoardo Ribatto, Alessandro Castellucci, Gustavo la Volpe, Bruno Viola, Andrea Ribaldi, Andrea Coppone.
La commedia è veloce, incalzante, a tratti, e improvvisamente, un vuoto in palcoscenico, riempito dal buio e dalla musica in crescendo. Una mancanza per avere del tempo, il tempo in cui il pubblico è attivo nell’immaginare, proprio come nella lettura, quando una pagina con delle lettere nere riesce a trasportarti nel mondo dell’immaginazione.
E’ stata una Locandiera moderna e brillante in tutti i sensi. Da sentire, vedere, immaginare.
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lunedì, ott 26, 2009
L’ e-mail che aveva preceduto la telefonata era molto precisa e professionale. Ma sul pc, la signora Narrini leggeva solo il testo, non capiva di che umore fosse la sua amica Lorella, in quella sequenza di parole mancava il tono della voce, non si capiva se le avesse scritte battendo energicamente sulla tastiera oppure fosse rilassata, non percepiva l’affanno del respiro o il suo lento procedere, ma soprattutto trovava insopportabile che le e-mail nascondessero lo sguardo di chi le inviava. Del resto anche la successiva telefonata non l’aveva soddisfatta, era stata troppo veloce, e più che altro le era sembrata una semplice telefonata di servizio per informarla che i suoi occhiali nuovi erano pronti e sarebbe venuta lei personalmente a consegnarglieli.
Erano quattro mesi che non vedeva Lorella, che non l’ abbracciava, la baciava e stava a sentire le sue ultime novità. Si ricordava che l’ avesse informata su quel volo a cui teneva molto, delle passeggiate in montagna e di quella coppa vinta in una gara di corsa. Ora finalmente si sarebbero riviste e… fu una sorpresa per la Signora Narrini. Lorella era veramente in forma, anzi smagliante, come fosse un’altra persona. La vitalità che traspariva dalla pelle e il suo entusiasmo nel raccontare cosa le fosse successo emozionò la Signora Narrini.
La sua amica aveva volato. l’aria sottostante l’aveva avvolta facendole sentire per la prima volta quanto fosse consistente. Aveva ammirato il mondo sottostante come se dovesse rimanere sempre a quell’altezza ma poi lo stesso mondo si avvicinava a lei velocissimamente. A quel punto un colpo tremendo e il paracadute aprendosi sembrava volesse riportarla in alto, fino all’aereo dal quale si era lanciata! Lorella continuava a raccontare e la Signora Narrini leggeva nei suoi occhi: emozioni, adrenalina, sorpresa e felicità. Ma la cosa non finiva lì!
Ora Lorella, con i piedi per terra, si rendeva conto di quanto quell’esperienza l’avesse cambiata: come affrontava diversamente i vari problemi, come prendeva decisioni e iniziative senza tanti ripensamenti, come organizzava la giornata o semplicemente come guardava con occhi diversi un albero o un gruppo di persone.
Lei e il suo punto di vista erano cambiati.
La Signora Narrini già vedeva chiaramente questa sua nuova amica e si domandava: ” Sarà stato merito degli occhiali nuovi?”
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