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Un microcosmo

Svegliarsi in una baia è molto rilassante, sapere che non dovrai salpare l’ancora per raggiungere un altro posto, ancora di più. I programmi più recenti saranno raggiungere più a est l’isola di Limnos, facendo tappa intermedia   nella baia di Ammouliani, sul terzo dito, dove c’è il  monte Atos. I trasferimenti come questi che prevedono: parti, arrivi, dormi- riparti e arrivi a destinazione, richiedono una particolare attenzione al meteo e ai luoghi di sosta. Il meltemi è sempre in agguato, e osservando le sue evoluzioni, il giorno migliore per raggiungere l’isola di Limnos sarà martedì 9, le 57 miglia da percorrere  dovrebbero essere con vento al traverso, buono per la nostra rotta. Fino a quel  momento resteremo qui. È ancora presto, uscendo in pozzetto l’aria è fresca, col cambio di luce la baia assume colori diversi, l’acqua sembra ancora più trasparente, e molti pesci ci girano attorno. Più tardi, invece, ci gireranno attorno una moltitudine di piccoli motoscafi. Arrivano con la musica taratazum- taratazum che sconquassa il silenzio, arrivano facendo lo slalom fra le nostre tre barche a vela, provocando onde che stravolgono la superficie di questo mare incantato. Buttando  le loro ancore le onde si acquietano, il taratazum no. Ma poi, più tardi ne arrivano altri in continuazione, da saturare la baia. Qualche taratazum si quieta ed emergono grida di bimbi e di ragazzi, si sentono tuffi e risate, cori di adulti e il taratazum è un sottofondo costante ma attenuato. Girano pad, materassini e nuotatori, è  spuntato, non so da dove anche un pedalò verde mela. La baia è  multicolore,  multilingue: bulgare, turche, greche, tedesche, italiane, anche di bandiere sulle imbarcazioni ce n’è  un vasto assortimento. Una baia come un microcosmo, non più contemplativa ma una baia piena di vita, di gioia e anche di casino. La baia di tutti, tornerà ad essere nostra solo più  tardi, verso sera, quando tutte le altre piccole imbarcazioni torneranno in porto e i loro proprietari nelle loro case. Siamo soli, ma non restiamo soli, Mari ci invita per un apericena, nessuno rifiuta, ci ritroveremo nel pozzetto del loro Amel. Ancora una volta manco il tramonto ma riesco a fotografare il cielo rosso che si riflette nel mare. L’apericena di Mari promosso a pieni voti: riso Venere con verdure e naturalmente tante altre cose. Per scherzare a fine pasto chiediamo del rum che salta fuori accompagnato da pezzi di cioccolato  a forma di sigaro. Ci sentiamo  privilegiati, ne siamo tutti consapevoli.

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